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A circa 50 km. a sud di Salerno è situata, nella fertile pianura del fiume Sele, l’area archeologica di Paestum. I tre Templi greci e la preziosità dei reperti conservati nel locale Museo, sono un esempio unico al mondo dell’arte greca antica.
Il Tempio di Poseidone, il tempio di Cerere e la cosiddetta Basilica, vengono considerati, con quelli di Agrigento, i meglio conservati nell’area del Mediterraneo e mostrano quale alto grado di civiltà avesse raggiunto la città e come Paestum fosse uno dei maggiori centri religiosi e culturali di tutta la Magna Grecia.
Il Tempio di Poseidone fu costruito nel 450 a.C., contemporaneamente al Partenone in Grecia, e si ispira nelle forme al superbo Tempio di Giove ad Olimpia e racchiude in se il pensiero filosofico della Grecia classica.
La piana dove fu fondata la città, si affaccia sul mare ed è delimitata da tre fiumi (Sele, Solofrone, Salso) ed è protetta dalla catena dei monti Cilentani.
La felice e strategica posizione geografica, la fertilità del terreno, l’ abbondanza d’acqua e la facilità degli approdi marittimi furono elementi essenziali per il fiorire delle attività commerciali della città.
Nel Museo di Paestum sono conservati preziosi reperti che testimoniano che l’area era già abitata intorno al III millennio a.C.
Nasce nei primi anni cinquanta in seguito al ritrovamento di un’interessante area sacra, l’Heralion, risalente al VII – VI sec. a.C., che la tradizione vuole fondato dagli Argonauti.
Nel suo interno è stato ricostruito il fregio proveniente da un tempietto votivo dell’area sacra ad Era che costituisce uno degli esempi più completi della scultura greca arcaica. Del grande Tempio di Era si conservano le raffinate metope raffiguranti coppie di fanciulle danzanti e doni votivi in terracotta.
Importantissimi sono i corredi funebri provenienti dalle necropoli fuori la città e le cosiddette tombe a “cassa” e a “camera” con le pareti interne completamente affrescate con dipinti di gusto lucano (o italico) fortemente influenzato dalla cultura greca .
Attualmente il Museo di Paestum è l’unico al mondo che può vantare un esempio di pittura greca, visibile negli affreschi della cosiddetta “Tomba del Tuffatore” databile intorno al 475 a.C. L’alta qualità dell’opera la vivacità delle immagini, l’aver dato ad ogni figura rappresentata un carattere, non danno dubbi sull’origine greca dei dipinti che decorano la tomba. Il tuffo del giovane defunto rappresentato è allegoricamente visto come l’ abbandono della vita terrena per un nuovo dove, mentre sulle altre 4 lastre è dipinto, con ricchezza di colori e particolari, il banchetto funebre in onore del defunto.
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