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Gli storici antichi indicano Cuma come la più antica e settentrionale colonia della Magna Grecia e di tutto il Mediterraneo Occidentale. La fondazione risale alla prima metà dell’VIII sec. a.C. ad opera dei Greci dell’isola di Eubea. Fondamentale per lo sviluppo di quella che poi verrà denominata dai romani Magna Grecia , affacciava sul mare , costruita su un promontorio dal quale aveva sotto il suo controllo i traffici commerciali del Mediterraneo occidentale.
Visitabile è l’acropoli, la parte alta della città, dove si ammirano i resti del Tempio di Apollo, forse l’edificio più antico; le rovine del Tempio di Giove, più tardi trasformato in basilica Cristiana ; l’Antro della Sibilla e la Crypta Romana una galleria scavata sotto il Monte di Cuma, lunga 180 m., per collegare la città bassa con la zona portuale.
Si raggiunge l’ingresso dell’acropoli attraversando l’Arco Felice, un ardito fornice alto 20 m. e largo 6, sormontato da archi in struttura cementizia costruito per rinforzare il Monte Grillo, tagliato per permettere la costruzione della strada.
I visitatori rimangono affascinati, non solo da ciò che la città rappresenta dal punto di vista archeologico e storico, ma anche dalla tangibile sensazione di immergersi nel mito, nella leggenda che nessun sito archeologico in Europa consente meglio di Cuma.
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